"io sono qui per continuare ad imparare"

Una frase, un ringraziamento, un pensiero, una poesia, una nota citazione, una preghiera, una testimonianza che trattano i temi fondamentali della vita (che chiamerò "riflessioni") possono, qualche volta, tracciare un solco positivo nel cuore e in alcuni casi diventare motivo di stimolo, speranza, conforto, sostegno. Se alle mie "riflessioni" aggiungerete le vostre, condivideremo anche con altri qualche prezioso suggerimento, come meditazione sulla realtà del vivere quotidiano.


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lunedì 12 febbraio 2018

Otto anni di blog

Otto anni di blog, grazie a tutti voi che venite da tutto il mondo per leggermi. 

"Dobbiamo essere grati alle persone che ci rendono felici: sono gli affascinanti giardinieri che rendono la nostra anima un fiore".

- Marcel Proust -

Sembra una doppia alba


Sembra una doppia Alba...Al confine tra USA e Canada sono apparsi "due Soli": uno reale e l'altro è la Luna (25/08/2017)
Questo fenomeno si chiama Hunter's moon e si verifica quando la Terra cambia asse; la Luna ed il Sole nascono nello stesso momento e la la Luna riflette la luce del Sole così intensamente da sembrare un altro Sole. 
Il fenomeno, chiamato “Hunter’s Moon“, (letteralmente “luna del cacciatore”), che è stato fatto passare come una manifestazione del sovrannaturale, in realtà ha una spiegazione scientifica: a causa del cambiamento dell’orbita in certi periodi dell’anno il sole tramonta e la luna, contemporaneamente, si leva nel cielo. Allorché entrambi si trovano l’uno all’opposto dell’altra, la luna crea un riflesso del sole rendendolo così luminoso da farlo sembrare doppio.Questo fenomeno avviene quando la luce solare entra “in collisione” con i cristalli di ghiaccio presenti nell’atmosfera, pertanto l’astro viene riflesso creando l’illusione di trovarsi di fronte a un suo doppione.Le espressionie “hunter’s moon” e “harvest moon” (“luna del raccolto“) sono i tradizionali modi di definire i pleniluni che che si verificano, rispettivamente, a fine estate e in prossimità dell’equinozio

Michela De Minico - 25/08/2017 newnotizie.it..

Ogni malato è e rimane sempre un essere umano

11 febbraio 2018 B. V. Maria di Lourdes 
Da 26 anni si celebra la Giornata Mondiale del Malato, voluta da Giovanni Paolo II.
“Ogni malato è e rimane sempre un essere umano, e come tale va trattato. Gli infermi, come i portatori di disabilità anche gravissime, hanno la loro inalienabile dignità e la loro missione nella vita e non diventano mai dei meri oggetti, anche se a volte possono sembrare solo passivi, ma in realtà non è mai così” 

-Papa Francesco -

martedì 6 febbraio 2018

Proteggere

Gli inglesi hanno un verbo che a me piace molto: "take care" (prendersi cura).
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immagine Valeria Favrin da pinterest -

Membri della stessa famiglia


La pace nel mondo può passare soltanto attraverso la pace dello spirito, e la pace dello spirito solo attraverso la presa di coscienza che tutti gli esseri umani sono come membri della stessa famiglia, nonostante la differenza di fedi, di ideologie, di sistemi politici ed economici.
Dalai Lama
dipinto A. M. Mazzi

Lanciarsi verso le stelle


“L'aquila non può levarsi a volo da piano terra; bisogna che saltelli faticosamente su una roccia o su un tronco d'albero: 
ma di lì si lancia alle stelle”.
-Hugo von Hofmannsthal-

Un ranuncolo particolare

L'impegno contro la violenza sulle donne irrompe anche al festival di Sanremo: il sindaco, Alberto Biancheri, lancia l'idea di collegare ogni sera un fiore al tema, per dire "Io sono qui", parafrasando una canzone di Claudio Baglioni, e Michelle Hunziker la raccoglie subito: prende il ranuncolo trasformato in spilla, se lo appunta sulla giacca, fa altrettanto con Pierfrancesco Favino e Claudio Baglioni e poi distribuisce le spille ai giornalisti in sala stampa. "È un'idea bellissima, sono esterrefatta, emozionata, diamo il segnale che questa cosa la affrontiamo insieme", sottolinea Hunziker, da anni in prima fila sul fronte violenza donne con l'associazione 'Doppia difesa'. Il fiore sarà "il simbolo della lotta contro la violenza, le molestie e tutto quello che offende il mondo in generale"

sabato 3 febbraio 2018

San Biagio in una guglia del Duomo di Mi


3 febbraio, san Biagio in Duomo tra fede e milanesità
Recita un detto milanese: "san Bias el benediss la gola e el nas". Il santo è infatti invocato contro i mali della gola. Il 3 febbraio ricorre la memoria liturgica di un santo particolarmente caro alla città di Milano: san Biagio. Vescovo di Sebaste in Armenia e martire nel IV secolo, è invocato contro i mali della gola perché, tra i miracoli da lui compiuti, salvò un giovinetto in serio pericolo di morte a causa di una lisca di pesce conficcatagli in gola. In questo giorno, anche a Milano, sussiste la tradizione di benedire la gola con delle candele benedette.Biagio era già venerato nell’antica basilica di Santa Tecla, ove nell’anno 1116 i preti decumani avevano ottenuto, con il consenso degli ordinari, che gli venisse dedicato un altare: il santo ne divenne allora il patrono. In seguito alla demolizione della basilica, il titolo dell’altare di San Biagio fu trasportato in Duomo e attribuito, insieme a quello della natività di Maria, all’altar maggiore. San Biagio è tuttora il patrono dei canonici minori del Duomo, che sono i successori dei decumani in seguito alla riforma del clero iniziata da san Carlo nel Cinquecento. Non a caso, sul sepolcro dei canonici minori, posto nel transetto meridionale del Duomo, una lapide ricorda che vi riposano coloro che erano stati “psallentes in choro, sub tutela S. Blasii”.
A Milano, dove il culto di san Biagio è molto vivo, è tradizione mangiare insieme in famiglia ciò che è rimasto del panettone natalizio, appositamente conservato, come gesto propiziatorio contro i mali della gola e raffreddori, secondo il detto milanese "San Bias el benediss la gola e el nas".
A testimonianza di questo culto vivo e sentito dai milanesi, a san Biagio è dedicata una delle guglie di facciata della Cattedrale.
www.duomomilano.it

lunedì 29 gennaio 2018

Conflitto tra uomo e donna

Ecco cosa ha scritto lo stesso Milov sul suo lavoro: “Mostra un conflitto tra un uomo e una donna, e l’espressione interiore ed esteriore della natura umana. La loro interiorità è rappresentata da bambini trasparenti che cercano di toccarsi attraverso la grata. AL CALARE DELLA NOTTE I BAMBINI COMINCIANO A BRILLARE. Questo splendore è un simbolo di purezza e sincerità, che unisce le persone e dà la possibilità di riavvicinarsi quando arriva un periodo buio”.Il bel messaggio non è l’unica ragione per cui questo lavoro è così importante: è anche la prima volta che un artista ucraino ha ricevuto una sovvenzione da Burning Man per creare la sua arte.
Nulla è più triste che il trovarsi in una casa dove le persone e le cose che dovrebbero essere le più intime ci sono quasi sconosciute.
(C. M. Franzero)

sabato 27 gennaio 2018

La ballata di Chopin che salvò una vita

27 Gennaio: Giorno della memoria-
La ballata di Chopin che salvò una vita

Wladyslaw Szpilman, ebreo, pianista alla Radio Polacca di Varsavia, viene catturato e si ritrova nel ghetto di Varsavia dopo l'invasione tedesca e la deportazione di migliaia di persone nei campi di concentramento. Da allora inizia per lui una vita fatta di fughe e stenti all'interno di una città devastata dai bombardamenti e dalla solitudine. Dopo aver intrapreso diversi lavori ed aver cambiato molteplici alloggi di fortuna, Szpilman riesce a sopravvivere fino alla liberazione avvenuta ad opera dell'Armata Rossa, anche grazie all'inaspettato aiuto di un ufficiale tedesco, Wilm Hosenfeld, che lo aiuta dopo averlo sentito suonare le note tristemente struggenti della “Ballata no.1 Op.23 in Sol minore di Chopin. Il figlio di Szpilman, Andrzej, ha lungamente chiesto che lo Yad Vashem annoverasse Hosenfeld come Giusto tra le nazioni, cosa avvenuta nel dicembre del 2008.
Il libro scritto da Szpilman, da cui Roman Polanski ha tratto il film omonimo vincitore della Palma D'Oro al Festival di Cannes, è un lungo e travagliato viaggio nella memoria, ma è soprattutto una sorta di manifesto della volontà di sopravvivenza di un Uomo ad ogni forma di soppressione fisica e psicologica e armato solo di una chiave di violino.
Ella Corradi
Wladyslaw-Szpilman