"io sono qui per continuare ad imparare"

Una frase, un ringraziamento, un pensiero, una poesia, una nota citazione, una preghiera, una testimonianza che trattano i temi fondamentali della vita (che chiamerò "riflessioni") possono, qualche volta, tracciare un solco positivo nel cuore e in alcuni casi diventare motivo di stimolo, speranza, conforto, sostegno. Se alle mie "riflessioni" aggiungerete le vostre, condivideremo anche con altri qualche prezioso suggerimento, come meditazione sulla realtà del vivere quotidiano.


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martedì 17 maggio 2016

La bambola perduta

"Un anno prima della sua morte, Franz Kafka visse un'esperienza insolita. Passeggiando per il parco Steglitz a Berlino incontrò una bambina, Elsi, che piangeva sconsolata: aveva perduto la sua bambola preferita, Brigida. 
Kafka si offrì di aiutarla a cercarla e le diede appuntamento per il giorno seguente nello stesso posto.
Incapace di trovare la bambola scrisse una lettera - da parte della bambola - e la portò con se quando si rincontrarono. “Per favore non piangere, sono partita in viaggio per vedere il mondo, ti riscriverò raccontandoti le mie avventure...”, così cominciava la lettera.
Quando lui e la bambina si incontrarono egli le lesse questa lettera attentamente descrittiva di avventure immaginarie della bambola amata. 

La bimba ne fu consolata e quando i loro incontri arrivarono alla fine Kafka le regalò una bambola. 
Era ovviamente diversa dalla bambola perduta, e in un biglietto accluso spiegò: "i miei viaggi mi hanno cambiata".
Molti anni più avanti la ragazza cresciuta trovò un biglietto nascosto dentro la sua bambola ricevuta in dono. 

Riassumendolo diceva: ogni cosa che tu ami è molto probabile che tu la perderai, però alla fine l'amore muterà in una forma diversa“.
(da "Kafka e la bambola viaggiatrice" di Jordi Sierra i Fabra)

giovedì 12 maggio 2016

E continua a piovere...

 Non vi preoccupate, finirà di piovere non appena lassù gli arriva la bolletta dell’acqua!!!
"Vediamola così. La pioggia obbliga la mano a tenere l’ombrello invece che lo smartphone, e gli occhi sono liberi di guardare il mondo". 

(F. Caramagna)

Impariamo dai bambini

Possiamo imparare tanto dai bambini, possiamo riuscire a sfidare il tempo, guardare negli occhi il nostro nemico, donare quell’amore che facciamo finta di non avere mai conosciuto e la loro forza che assomiglia all’innocenza della luce che molti di noi hanno dimenticato.

Aspettare

In spagnolo aspettare si dice “esperar” , perché in fondo aspettare è anche sperare: tutta la saggezza umana consisterà in queste due parole: attendere e sperare!
dipinto - amore a tutto il tempo - Simon Silva (1961, Mexican)

giovedì 5 maggio 2016

Rinascita della natura

La rinascita della natura in tutto il suo splendore, l’odore di vita e di rinnovamento.
Non dimenticare mai che la vita è un dono meraviglioso ed ogni attimo racchiude una sua unica bellezza.
-foto di Roberto Renosi-

mercoledì 4 maggio 2016

Il tempo scivola...


Non ci rendiamo conto che il tempo ci scivola via tra le dita senza averne speso un po' con le persone più importanti della nostra vita, quelle vicino ai nostri cuori.

Meditazione sulla Felicità


Il bellissimo discorso sulla felicità di Papa Francesco (dicembre 2015), da meditare e condividere:
"Puoi aver difetti, essere ansioso e vivere qualche volta irritato, ma non dimenticate che la tua vita è la più grande azienda al mondo. Solo tu puoi impedirle che vada in declino. In molti ti apprezzano, ti ammirano e ti amano. Mi piacerebbe che ricordassi che essere felice, non è avere un cielo senza tempeste, una strada senza incidenti stradali, lavoro senza fatica, relazioni senza delusioni.
Essere felici è trovare forza nel perdono, speranza nelle battaglie, sicurezza sul palcoscenico della paura, amore nei disaccordi.
Essere felici non è solo apprezzare il sorriso, ma anche riflettere sulla tristezza. Non è solo celebrare i successi, ma apprendere lezioni dai fallimenti. Non è solo sentirsi allegri con gli applausi, ma essere allegri nell'anonimato. Essere felici è riconoscere che vale la pena vivere la vita, nonostante tutte le sfide, incomprensioni e periodi di crisi.
Essere felici non è una fatalità del destino, ma una conquista per coloro che sono in grado viaggiare dentro il proprio essere.
Essere felici è smettere di sentirsi vittima dei problemi e diventare attore della propria storia.È attraversare deserti fuori di sé, ma essere in grado di trovare un'oasi nei recessi della nostra anima.
È ringraziare Dio ogni mattina per il miracolo della vita. Essere felici non è avere paura dei propri sentimenti.
È saper parlare di sé.
È aver coraggio per ascoltare un "No".
È sentirsi sicuri nel ricevere una critica, anche se ingiusta.
È baciare i figli, coccolare i genitori, vivere momenti poetici con gli amici, anche se ci feriscono.
Essere felici è lasciar vivere la creatura che vive in ognuno di noi, libera, gioiosa e semplice.
È aver la maturità per poter dire: “Mi sono sbagliato”.
È avere il coraggio di dire: “Perdonami”.
È avere la sensibilità per esprimere: “Ho bisogno di te”.
È avere la capacità di dire: “Ti amo”.
Che la tua vita diventi un giardino di opportunità per essere felice ...
Che nelle tue primavere sii amante della gioia.
Che nei tuoi inverni sii amico della saggezza.
E che quando sbagli strada, inizi tutto daccapo.
Poiché così sarai più appassionato per la vita.
E scoprirai che essere felice non è avere una vita perfetta.Ma usare le lacrime per irrigare la tolleranza.
Utilizzare le perdite per affinare la pazienza.
Utilizzare gli errori per scolpire la serenità.
Utilizzare il dolore per lapidare il piacere.
Utilizzare gli ostacoli per aprire le finestre dell'intelligenza.
Non mollare mai ....
Non rinunciare mai alle persone che ami.
Non rinunciare mai alla felicità, poiché la vita è uno spettacolo incredibile!"

lunedì 25 aprile 2016

Tu sei la nostra vita

Dolce figlia so cosa volevi dire oggi Emoticon heart "Tu sei la nostra vita" Emoticon heart 

“Sono Giuliana”, ecco cosa mi piacerebbe dirti!

Quello che faccio non è contro di te; se mi arrabbio, mi faccio del male, distruggo qualcosa o mi muovo in eccesso, è perché è difficile capire o fare quello che stai chiedendo. Già faccio fatica a capire le intenzioni degli altri, quindi non attribuirmi delle cattive intenzioni.

Voi siete troppo complicati. Il mio mondo non è né complesso né chiuso, anche se ciò ti sembra strano. Il mio mondo è talmente aperto, senza veli né bugie, così ingenuamente esposto agli altri, che sembra difficile da capire. Io non abito in una “fortezza vuota” ma in una pianura talmente aperta che può sembrare inaccessibile. Sono molto meno complicato di voi persone “normali”. 

Né i miei genitori né io abbiamo colpa di quello che mi succede. Non ce l’hanno nemmeno i professionisti che mi aiutano. Non serve a niente darsi le colpe l’un con l’altro. A volte le mie reazioni e i miei comportamenti possono essere difficili da capire e da affrontare, ma non è colpa di nessuno. L’idea di colpa produce soltanto sofferenza, ma non aiuta.
(Angel Riviere, professore di Psicologia evolutiva presso l’Università Autonoma di Madrid, scomparso nel 2000)

Elogio ad una donna speciale

Un elogio ad una donna speciale

C' è una donna che ha qualcosa di Dio per l'immensità del suo amore, e molto di angelo per la tua instancabile richiesta delle sue cure; una donna che, pur essendo giovane ha la riflessione di una vecchietta, e nella vecchiaia, lavora con il vigore della gioventù; la donna che se è ignorante, scopre i segreti della vita con più saggezza che un saggio, e se è istruita si accomoda alla semplicità dei bambini; una donna che essendo ricca, darebbe volentieri il suo tesoro per non soffrire nel suo cuore la ferita della ingratitudine; una donna che essendo debole si assume a volte con la bravura del leone; una donna che mentre vive non la sappiamo valutare perché al suo fianco tutti i dolori si dimenticano, ma che dopo morta, daremmo tutto quello che siamo e tutto quello che abbiamo per guardarla di nuovo un istante, per ricevere da lei un solo abbraccio, per sentire un solo accento dei suoi battiti. Di quella donna non mi chiedere il nome: è una madre...
-mons. Ramon Angel Jara- 
-Dipinto di di mio fratello Angelo che ora è in cielo (dono di quando ho adottato Giuliana) -

venerdì 1 aprile 2016

Il mistero della tradizione del Primo di Aprile

Buon Primo AprileEmoticon heart
Come è nata questa tradizione è ancora un mistero o, meglio, ci sono più teorie in merito e la più accreditata ci porta indietro. 

In Europa, i festeggiamenti del primo d'aprile diventano usanza intorno alla fine del 1500: pochi anni dopo l'adozione del nuovo calendario Gregoriano. Nella Francia di Re Carlo IX e nella Germania degli Asburgo, la tradizione prende il via e si diffonde poi in Inghilterra (nel XVIII secolo) e negli altri stati europei.
La leggenda vuole che molti francesi, contrari a questo cambiamento o semplicemente sbadati, continuassero a scambiarsi regali tra marzo e aprile, festeggiando il Capodanno come ai vecchi tempi. 
Dei burloni iniziarono così, per sbeffeggiarli, a consegnar loro regali assurdi o vuoti durante feste inesistenti. Nel regalo vuoto si poteva trovare un biglietto con scritto "poisson d'avril": pesce d'aprile, in francese.


Un'altra ipotesi vede protagoniste le prime pesche primaverili del passato. Spesso accadeva che i pescatori, non trovando pesci sui fondali nei primi giorni di aprile, tornassero in porto a mani vuote e per questo motivo erano oggetto di ilarità e scherno da parte dei compaesani.
Tradizione marinaresca nostrana vuole, infatti, che in passato fosse vietato uscire in mare il 1 aprile, giorno in cui la Sirena Partenope avrebbe trasformato, per gioco e scherzo, i marinai in pesci. Nasce da qui la tradizione nostrana del pesce d’aprile, che a Napoli diventa anche dolce di cioccolato proprio per compensare i pescatori del mancato bottino nel giorno sconsigliato dalla leggenda per recarsi a pescare.
Occhio, dunque: non credete a tutto quello che vi viene detto in questa data!