"io sono qui per continuare ad imparare"

Una frase, un ringraziamento, un pensiero, una poesia, una nota citazione, una preghiera, una testimonianza che trattano i temi fondamentali della vita (che chiamerò "riflessioni") possono, qualche volta, tracciare un solco positivo nel cuore e in alcuni casi diventare motivo di stimolo, speranza, conforto, sostegno. Se alle mie "riflessioni" aggiungerete le vostre, condivideremo anche con altri qualche prezioso suggerimento, come meditazione sulla realtà del vivere quotidiano.


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martedì 15 aprile 2014

Preghiera di Kirk Kilgour gigante della fede del coraggio e dello sport


“Chiesi a Dio di essere forte”
per eseguire progetti grandiosi:
Egli mi rese debole per conservarmi nell’umiltà.
Domandai a Dio che mi desse la salute
per realizzare grandi imprese:
Egli mi ha dato il dolore 
per comprenderla meglio.
Gli domandai la ricchezza per possedere tutto:
mi ha fatto povero per non essere egoista.
Gli domandai il potere 
perché gli uomini avessero bisogno di me:
Egli mi ha dato l’umiliazione 
perché io avessi bisogno di loro.
Domandai a Dio tutto per godere la vita:
mi ha lasciato la vita
perché potessi apprezzare tutto.
Signore, non ho ricevuto niente 
di quello che chiedevo,
ma mi hai dato tutto quello 
di cui avevo bisogno
e quasi contro la mia volontà.
Le preghiere che non feci 
furono esaudite.
Sii lodato; o mio Signore, 
fra tutti gli uomini
nessuno possiede 
quello che ho io!

Kirk Kilgour nato a Los Angeles (USA) il 28 dicembre 1947, divenne un grande atleta della nazionale USA di pallavolo. Venne a giocare nella Serie A italiana nel 1973, con la squadra dell’Ariccia Volley Club. Con il team romano conquistò un secondo posto nel 1973-1974 e lo scudetto nella stagione successiva, prima di subire il terribile incidente in conseguenza del quale subì la paralisi di tutti e quattro gli arti.
Da quel giorno Kilgour ha vissuto con grandissimo coraggio e forza d’animo su una sedia a rotelle, adattata alle sue particolari esigenze, grazie alla quale è riuscito anche a svolgere varie attività: da commentatore sportivo, a scrittore, ad analista del volley. Kirk si è spento il 10 luglio 2002, a seguito delle complicanze di una polmonite. Durante la giornata del Giubileo dei malati, dalla sua sedia a rotelle, Kilgour ha letto davanti a Papa Giovanni Paolo II una preghiera che lui stesso ha composto.

venerdì 4 aprile 2014

La vita: un albero a…colori

La vita: un albero a…colori
La vita è come un albero con tanti variopinti colori. 
Tanti perché la vita è varia: momenti belli, brutti, tragici o felici si alternano in continuazione e ciò che doloroso e interminabile appare un giorno, meno brutto e più accettabile ci appare il giorno dopo. 
Ci sono i rami forti per farci ben sopportare le tristezze e i momenti no; ci sono i rami sottili e delicati, perché tante volte ci sentiamo fragili e indifesi davanti a ciò che la vita ci presenta. 
C’è il tronco forte e sicuro perché tutti abbiamo un punto di riferimento che ci sorregge nei momenti in cui ci sentiamo precipitare. 
E poi ci sono le radici, perché tutti abbiamo un posto dal quale non vorremmo allontanarci mai.

(Alessia S. Lorenzi )

martedì 1 aprile 2014

Ma non c'è più...


Ci sono giorni nella vita in cui non succede niente, giorni che passano senza nulla da ricordare, senza lasciare una traccia, quasi non fossero vissuti. 
A pensarci bene, i più sono giorni così, e solo quando il numero di quelli che ci restano si fa chiaramente più limitato, capita di chiedersi come sia stato possibile lasciarne passare, distrattamente, tantissimi. 
Ma siamo fatti così: solo dopo si apprezza il prima e solo quando qualcosa è nel passato ci si rende meglio conto di come sarebbe averlo nel presente. 
Ma non c'è più.
Tiziano Terzani

Benevolenza


Troppe situazioni di disagio, 
lacerazioni, sofferenze inutili…
denunciano l’assenza 
di qualcosa che abbiamo trascurato:
la "BENEVOLENZA". 

L’avevamo ritenuta superata 
ora ci accorgiamo 
che senza di essa viviamo male.
Allora ci viene da dire:
 “Ritorna BENEVOLENZA,
 abbiamo tanto bisogno di te!”. 
(Moretti)


 benevolenza [be-ne-vo-lèn-za] • 
Comprensione, indulgenza, buona disposizione verso il prossimo, 
in particolare nei confronti di un inferiore...

La confessione di Papa Francesco...imprevista


















28 Marzo ore 17.50 Basilica S. Pietro. (foto scattata con il mio cellulare dalla TV)
Il Papa prima di confessare alcuni fedeli si confessa Lui...non avevo mai visto!



LA CONFESSIONE DI PAPA FRANCESCO 

Il primo ad essere visibilmente sorpreso è stato il cerimoniere, monsignor Guido Marini. 
Aveva accompagnato il papa fin al confessionale a lui riservato. Tutto pronto: la fila di fedeli in attesa del proprio turno, il giusto clima di raccoglimento. 
Ma Jorge Mario Bergoglio ha deciso altrimenti. 
E ha puntato deciso un altro confessionale, inginocchiandosi faccia a faccia di fronte a un sacerdote.
(da Famiglia Cristiana)

Nessun raggio di sole va perduto

Nessun raggio di sole va perduto, 
ma il germoglio che esso risveglia 
ha bisogno di tempo per spuntare.
Non sempre è concesso al seminatore 
di partecipare al raccolto. 
Ogni opera che abbia valore 
è frutto di fede.
(Albert Schweitzer medico, teologo, musicista e missionario luterano)

lunedì 24 marzo 2014

Mia esperienza di vita sul Vangelo GV 8,31-59 della III domenica di Quaresima detta di "Abramo"


MIA ESPERIENZA DI VITA – VERITÀ’ PSICHIATRICA E PSICOLOGICA – 
LIBERTÀ’ IN QUELLO CHE CREDO

Sono stata invitata a parlarvi della mia testimonianza di vita alla luce di questa pericope del Vangelo.
Vi espongo, con semplicità, il perché, inaspettatamente, questo brano mi portò a meditare sui due temi: Verità e libertà, tra i tanti proposti, di questo Vangelo.

Sono sposata da 50 anni… i primi dieci anni trascorsero sereni condividendo con mio marito amore e grande fede nel Signore…poi un’adozione difficile di una bimba di tre anni con a carico una gravissima situazione psicologica e fisica diede una svolta decisiva alla mia vita che divenne una vita tumultuosa e agitata…

Difficoltà,stanchezza, preoccupazioni non erano nulla: mi dicevo:
TANTO IL SIGNORE ARRIVA SEMPRE!

Consultavo trattati di psicologia, di psichiatria, di neurologia, di pedagogia, di antropologia...riunioni, confronti con specialisti…

Pur nelle difficoltà mi sentivo libera nella verità delle discipline psichiatriche nelle quali mi trovavo a mio agio.

Gli anni trascorrevano, la mia preghiera si affievoliva, la Parola del Signore non fu più il mio primario alimento…

Stolta!...il Signore mi aspettava con pazienza alla svolta della mia vita proiettata nel futuro: domani…tra un mese…tra un anno…

Baldanzosa continuavo il mio cammino e come i giudei non trovavo un dubbio o una perplessità al mio comportamento.

Poi l’imprevisto: il crollo della verità e della libertà nelle quali avevo posto tutte le mie sicurezze vennero messe in discussione dagli eventi negativi che non davano respiro:…l’inizio di una mia grave malattia, morte improvvisa di alcuni miei familiari, regressione e inaudita violenza da parte di nostra figlia…

ed ecco…in agguato il buio della fede (fede che ormai non coltivavo più a favore di altri interessi)

Avevo solo, ultimamente, camminato con la mia presunzione!!!

Ricordo questo periodo come il più “drammatico vissuto” …
senza fede in Dio tutto non ha significato…

Trascorsi qualche mese in un baratro, ma una domenica di Quaresima entrai in Chiesa e l’omelia era “centrata” su questo Vangelo…e le parole di Gesù: “La verità vi farà liberi” continuavano a risuonarmi nel cuore…

Tornai a casa…riposi tutti i libri di consultazione psichiatriche…ripresi la Bibbia, apparentemente dimenticata in un angolo, e meditai sulla Parola del Signore che avevo ascoltato…

Meditavo e rimeditavo la Parola: Gesù mi diceva che la libertà della persona umana (fondamento della realizzazione di sé) era legata alla Verità… e la Verità è Gesù Cristo che è parola e rivelazione di Dio Padre. (ascolto e rimanere nella parola)

Mi diceva che la verità che libera non è quella che viene da me, attraverso le mie argomentazioni rassicuranti, ma è quella che viene da Dio…
…così metteva in discussione tutti i miei idoli, le mie verità, i miei schemi mentali...

Poco alla volta la Parola mi stava cambiando…
Gesù mi rendeva veramente libera nel senso che comunicando il suo Spirito mi faceva sperimentare l'amore del Padre, liberandomi dall'angoscia del nulla, dalla solitudine, dall'affannosa ricerca del bene terreno, rinunciando all'affermazione individualistica, all'egoismo possessivo.

…Ora mi sento sua discepola se cammino dietro a Lui, aderendo alla verità che è la sua persona, accogliendo la sua grazia, ed aprendomi alla comunione con Lui e alla comunione con i fratelli...

In questa esperienza di ascolto e di comunione, posso riconoscere che la mia esistenza riceve luce e vita vera.

Cerco di attuare la mia libertà nell'adesione alla legge evangelica con esperienza di preghiera, di servizio della persona e della vita secondo la rivelazione biblica del decalogo e del precetto dell'amore.

Cerco di attuare la verità cristiana come evento dell'amore di Dio che mi è stato rivelato in Cristo e che mi viene comunicato mediante lo Spirito e accogliendolo sono invitata a manifestarlo in modo credibile attraverso l'esperienza vissuta dell'amore reciproco tra i credenti e verso tutti, specialmente verso gli ultimi.

In questi ultimi 12 anni nella mia famiglia si sono susseguiti, senza tregua, eventi drammatici che hanno radicalmente modificato il mio vissuto e quello dei miei cari:

ho constatato, che collocando la mia vita sotto la luce del Vangelo, il mio essere famiglia si è arricchito perché chiamata a vivere l’amore puro cioè completamente gratuito non per possedere ma per aiutare ad “essere”.

La preghiera e la Parola di Dio mi hanno insegnato a stare stesa con Gesù sulla croce ma in proiezione di risurrezione.

La Verità continui ad illuminare il mio cuore e la mia mente per comprendere che la libertà è nel Vangelo di Cristo…


Vengo da Dio e vado a Dio. Questa è la mia avventura: avventura di figlia, non di schiava. 

Enrica
 presso Chiesa dell'Assunta - Sesto S. Giovanni 21 marzo 2014

martedì 18 marzo 2014

La misteriosa scala di San Giuseppe


LA SCALA DI SAN GIUSEPPE
Siamo nel mese di marzo, dedicato a San Giuseppe, a Lui sembra legata la storia dell’incredibile scala della chiesa di Our Lady of Loreto a Santa Fè nel NewMexico.
Costruita nel 1873, è visitata da almeno 250mila persone all’anno. È di legno, a chiocciola, ma non si sa chi l’abbia fatta e come: non ci sono chiodi e il legno, dicono gli esperti, è di natura sconosciuta.
Salita da centinaia di persone ogni giorno dal 1873, non ha alcun segno di usura e chi ci sale avverte una piacevole sensazione di leggerezza. scala di san giuseppe.1Trentatré gradini con balaustra, è priva di pilone centrale e si regge tutta – cosa fisicamente impossibile – solo sul primo gradino.
Quando le suore fecero fare la cappella in stile neogotico l’architetto Mouly semplicemente dimenticò l’accesso al coro. Era già morto quando se ne accorsero. Tutti gli ingegneri consultati dissero che non c’era nulla da fare: non c’era spazio per scale, occorreva abbattere e rifare.
Le suore, che avevano esaurito il denaro, ricorsero a San Giuseppe, cui la cappella era dedicata. Una novena continua, giorno e notte, al patrono dei carpentieri.
Il nono giorno bussò alla porta uno sconosciuto, che si disse in grado di eseguire l’opera. Lavorò tre mesi. Poi sparì, senza chiedere compenso.

Le suore lo cercarono dappertutto ma nessuno lo aveva visto né ne aveva sentito parlare. Rimase il mistero. Che divenne miracolo quando gli esperti poterono esaminare la scala.

lunedì 17 marzo 2014

Il tocco delicato di una mano...


Certe offese 
non feriscono, 
certi abbracci 
non coinvolgono, 
certi sorrisi 
non rallegrano, 
e una mano sopra un’altra 
non significa nulla… 

Certo, dipende 
di chi è la mano in questione. 

Ecco perché questo tocco, 
leggero e delicato, brucia.

Dorotea De Spirito

Se attraverso una tempesta...



Quando camminate 
attraverso una tempesta
Tenete la vostra testa alta
E non abbiate paura del buio
Alla fine della tempesta
C'è un cielo dorato
E il dolce canto squillante 
di un'allodola...
(tratto da Richard Rodgers , Oscar Hammerstein II)