"io sono qui per continuare ad imparare"

Una frase, un ringraziamento, un pensiero, una poesia, una nota citazione, una preghiera, una testimonianza che trattano i temi fondamentali della vita (che chiamerò "riflessioni") possono, qualche volta, tracciare un solco positivo nel cuore e in alcuni casi diventare motivo di stimolo, speranza, conforto, sostegno. Se alle mie "riflessioni" aggiungerete le vostre, condivideremo anche con altri qualche prezioso suggerimento, come meditazione sulla realtà del vivere quotidiano.


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giovedì 26 febbraio 2015

Quando finisce la notte



Quando finisce la notte 
Un vecchio rabbino domandò una volta ai suoi allievi da che cosa si potesse riconoscere il momento preciso in cui finisce la notte e comincia il giorno...
"Quando guardando il volto di una persona qualunque, tu riconosci un fratello o una sorella. 
Fino a quel punto è ancora notte nel tuo cuore". 

(Ferrero)

(alba a Castelluccio Inferiore -Basilicata):

mercoledì 18 febbraio 2015

Potrei essere felice... ...

Questo corridoio è il mio K2 (dopo pericardite e pleurite) della domenica sera quando lascio Giuliana...
E' una impercettibile salita ma per me è una vetta che sembra inscalabile!!!!! 
Ognuno ha il proprio ostacolo da superare!!!

Un passo...mi fermo...cerco di respirare...riparto...
Enrica 
Emoticon heart


"Nel mio cuor dubitoso sento bene una voce che mi dice:
"Veramente potresti essere felice." 
Lo potrei, ma non oso".

(U. Saba)
 — presso Sacra Famiglia - reparto Psichiatrico - Cesano Boscone - MI -.

giovedì 12 febbraio 2015

Quinto anno del mio e vostro blog - 12 febbraio 2015 -


Le emozioni si trasformano in melodia 
che scivolano su petali delle rose 
come gocce di rugiada.
Grazie 
per questi cinque anni con voi 
che rappresentano 
un cerchio d'amore!
Enrica

martedì 10 febbraio 2015

Ad Invicem (reciprocamente)


AD INVICEM (reciprocamente)
ciao don Piero, questo il tuo ultimo messaggio di fine dicembre inviatomi ed era un augurio per tutte e due che eravamo ammalati. Enrica Emoticon heart

Non ce l’hai fatta amico nostro don Piero Denna…45 anni uniti nel Signore, nel dolore, nella sofferenza, nella gioia, nel tutto…
Ora sei nelle braccia del Signore: ci hai preceduto…Immenso dolore…niente parole…
Ciao amico, continueremo a volerci bene: sei sempre qua con noi.
Grazie Signore per questo prezioso Sacerdote che ci hai donato per un lungo tratto della nostra vita. 
Enrica con Giulio e attraverso noi Giuliana che tu hai amato molto.

“Coloro che amiamo e che abbiamo perduto non sono più dove erano ma sono ovunque noi siamo”
San Agostino


Mons. Pietro Luigi Denna
2.02.2015
Oggi è deceduto mons. Pietro Luigi Denna, Canonico maggiore effettivo della Basilica di S. Ambrogio a Milano. Era residente a Milano presso la parrocchia Ss. Redentore, che egli ha servito come parroco dal 1978 al 2009. È stato anche Decano del Decanato “Venezia” a Milano dal 1989 al 2005; dal 1994 al 1995 Pro Prefetto e poi fino al 2005 Prefetto della “Prefettura Milano Est”; dal 1997 al 2006 membro della Commissione Arcivescovile per le nuove forme di ministerialità laicale; dal 2009 membro della Commissione Arcivescovile per le onorificenze pontificie. Nato a Busto Arsizio (Va) il 4 luglio 1934 e ordinato sacerdote nel Duomo di Milano il 28 giugno 1957, mons. Pietro Luigi Denna, dal 1957 al 1958, ha insegnato presso il Seminario di Masnago, poi è stato vicario parrocchiale, dal 1958 al 1969, a Rho - S. Vittore e, dal 1969 al 1978, a Sesto San Giovanni - S. Stefano. Inoltre, dal 2009 al 2010 ha risieduto a Milano presso la parrocchia S. Francesco d’Assisi al Fopponino.

L'elogio dell'amicizia è virtù di chi lo esprime. Grande virtù. Riverbero sulla faccia e nel; cuore umani del Mistero di Dio, come s'è fatto .conoscere a coloro che il Padre ha prescelti, attraverso il Figlio per il dono dello Spirito.
Virtù che può ac
cendersi dovunque, nel mondo; col suo presentimento di unità, con la sua capacità di ascolto e volontà di dedizione. Ma su suolo cristiano essa può attecchire solida e ampia, eterna e comprensiva: non coerenza, -non invadenza, ma imitazione del Mistero di Dio cui lo Spirito discretamente e fortemente richiama. Al di fuori di questa terra benedetta. resta impeto nobile e triste, inquieto nella consapevolezza della sua precarietà 
(Luigi Giussani).

Io li chiamo amici.



Mi piacciono quelle persone che ci sono.
Senza grandi scene.
Senza grandi parole.
Ci sono e basta.
E le senti e ti senti felice.
E son lì adagiate 
sulla parte del cuore che fa più male, 
per soffiarne via il dolore.
Io li chiamo amici .
Antonella Coletta

Siamo un'opera d'arte...


“Amate per Amore e mai per solitudine “
.(Santorelli)

Paura della paura


"Un tempo non troppo lontano 
dominava la paura della morte -
ora domina quella della vita. 
Oggi tormenta la paura della paura"
(Alberto Siracusano, ordinario di Psichiatria all’università Tor Vergata di Roma) 

- pinteres -

sabato 31 gennaio 2015

Milano misteriosa


Còl coeùr in màn
Me sont desmentegàa de spiegà bén
quèl che l’è’l titol della mia poesia,
ma sont sicùr che avìi capì almén
che l’è ànca vòstra, mìnga sòl cà mia.
L’è tùt el nòst paès còi sò magàgn
e i sò virtùu che l’hann fàa grand e bèll,
cònt i sò vèer pianùr e i sò montagn,
che fann de divisòri e de capèll.
L’è l’ària che respiròm nùm nativ
e tùtti insèmma quèi che chi a Milàn
troeùven de podè stà e podè viv
in armonia e còl coeùr in màn.
©Vincenzo Migliavacca
Col cuore in mano
Mi son dimenticato di spiegarvi bene
quello che è il titolo della mia poesia
ma son sicuro che avete campito almeno
che è anche vostra e non solo mia
E’ tutto il nostro paese con le sue magagne
e le sue virtù che l’hanno fatto grande e bello
con le sue verdi pianure e le sue montagne
che fan da divisorio e da cappello
E’ l’aria che respiriamo noi nativi
e tutti insieme quelli che qui a Milano
trovano da poter stare e da porter vivere
in armonia e con il cuore in mano
Vincenzo Migliavacca

La mia bambola desiderata


LA MIA BAMBOLA DESIDERATA Emoticon heart
Fin da piccola l’unica bambola che avevo era quella che stringo con gioia tra le mani in questa foto che ho postato.( Sono io a due anni).
Il mio più grande desiderio era poter avere una bambola più vera e più bella…
Il tempo passava e finalmente a dieci anni il mio sogno divenne realtà.
Mio fratello, dalla Spagna, mi portò finalmente una vera bambola in celluloide confezionata in una scatola trasparente…
Il sogno si era avverato… e per paura di sciuparla la misi sotto il mio letto (nella sua scatola) e tutti i momenti correvo in camera, mi abbassavo, spostavo la scatola all’esterno dal letto e la guardavo con emozione ed ammirazione: era la mia Carmen!
Quale gioia! Avevo aspettato dieci anni ma ora potevo ammirare la mia bambola ed era tanto bella!
Dopo 15 GIORNI, una mattina, mia mamma, con decisione mi disse: l’hai goduta tanto la tua Carmen, oggi pomeriggio andiamo a trovare una tua cuginetta ammalata, ricoverata in istituto, dovresti regalarla a lei, la farai contenta…
(NON E' STATO UN GESTO IMPOSTO...ERO LIBERA DI DIRE DI NO).
Credo che il mondo mi crollò addosso…stetti in silenzio e mi rifugiai in bagno piangendo disperatamente..,poi con calma uscii dal bagno, andai in camera, tolsi la scatola da sotto il letto, guardai mia mamma negli occhi e dissi: “sono pronta, andiamo in istituto”.
Sul pullman tenevo tra le braccia, con amore, la scatola con la mia Carmen: l’avevo desiderata e amata tanto…
Perché mia madre mi chiese questo sacrificio?...lei era fatta così…si privava di tutto per far felice gli altri, ma quella era la mia bambola non la sua.
Non provavo gioia ma un dolore immenso mi invadeva mentre consegnavo la bambola a mia cugina che non la guardò nemmeno ed una suora prese la scatola e la portò via…
…Non ho più avuto bambole e non le ho mai più desiderate…
enrica Emoticon heart


... molti anni dopo, tempi più lunghi, gioie più intense, dolori più cocenti, situazioni più drammatiche...ma io percepisco in questo mio pasticciato scritto la mia situazione attraversata con Giuliana. ...la mia Giuliana c'è...ma la separazione da ciò che più ami lascia cicatrici incancellabili nel cuore inquieto... 
<3 <3 <3 

venerdì 23 gennaio 2015

Lasciala andare...

Non cercare immediato sollievo 
a una qualsivoglia sofferenza, 
ascoltala piuttosto, 
attraversala e poi lasciala andare
senza resistenza. 


- dipinto di Anton Otto Fischer -