"io sono qui per continuare ad imparare"

Una frase, un ringraziamento, un pensiero, una poesia, una nota citazione, una preghiera, una testimonianza che trattano i temi fondamentali della vita (che chiamerò "riflessioni") possono, qualche volta, tracciare un solco positivo nel cuore e in alcuni casi diventare motivo di stimolo, speranza, conforto, sostegno. Se alle mie "riflessioni" aggiungerete le vostre, condivideremo anche con altri qualche prezioso suggerimento, come meditazione sulla realtà del vivere quotidiano.


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martedì 1 settembre 2015

Tutto passa ma...l'amore no.


Ho trovato questo piccolo capolavoro per caso: non so chi l'abbia scritto, per cui lo ripropongo così come l'ho trovato. ...non è una poesia, è un insieme di frasi. Mancano metrica, rime ed il significato intrinseco...

“Tutto passa”

“Tutto passa nella vita” diceva quella tizia.
Passano i pantaloni a zampa di elefante.
Passa la febbre.
Passano i treni, anche due volte, chi ha detto di no?
Passano le amiche, gli amici, i fidanzati.
Anche i mariti; le mogli poi!
Passa la voglia.
Passa il temporale e torna il sereno.
Passa la notte.
Passa il dolore, dopo cent’anni.
Passa il Natale, la Pasqua, …..
Passa la sabbia nella clessidra.
Passa il sangue dentro le vene.
Tutto passa, caro ragazzo.
Ciò che non passerà mai è tuo padre e tua madre.
Quando li amerai e quando li odierai, non passeranno.
Quando li loderai e quando li maledirai, saranno lì.
Due scogli viventi, due salvagenti.
Sbagliati, assurdi, con tanti difetti.
Forse divisi fra loro, lontani, 
in qualche modo legati da un filo d’acciaio.
Pronti, scattanti, soldati in guardia.
Persiane socchiuse, porte sempre aperte.
Testimoni della tua felicità e della tua infinita tristezza.
Medaglieri nelle tue vittorie e fazzoletti nelle tue sconfitte.
Spesso impotenti, ma mai arresi.
Non c’è moda che detti regole
Non c’è usura che li logori
Non c’è mezzo che li porti via.
Non passeranno, cara ragazza mia.
E se anche fossero dall’altra parte della terra o del cielo
ne sentiresti il profumo:
Profumo d’Amore.

(Estemporanea, 24.04.2014)

cl@r@©2014

Statua della Libertà sul Duomo di Milano

Tra le statue del Duomo di Milano c’è anche una Statua della Libertà, sopra il portone dell'entrata centrale. 
La statua, molto più piccola di quella di New York, risale al 1810 ed è opera dello scultore Camil­lo Pacetti. Potrebbe essere stata usata come modello da Frédéric Auguste Bartholdi per costruire ‘Miss Liberty’.

La prima pietra della Statua della Libertà viene posata su Bedloe's Island, a New York il 5 agosto 1884, fu completata entro il 1885 e inaugurata il 28 ottobre 1886, dieci anni dopo la ricorrenza per la quale era stata progettata.


Autismo - riflessioni

Condivido con voi una lettera che Angel Riviere, professore di Psicologia evolutiva presso l’Università Autonoma di Madrid, scomparso nel 2000, ha scritto facendosi interprete dei bisogni di chi è colpito da autismo.
1 – Aiutami a capire, organizza il mio mondo ed aiutami ad anticipare quello che succederà. Dammi ordine, struttura, non il caos.
2 – Non ti angosciare per me, perché anch’io mi angoscio, rispetta i miei ritmi. Avrai sempre l’opportunità di relazionarti con me se capisci i miei bisogni e la mia maniera così particolare di capire la realtà. Non ti buttare giù, è normale che io vada sempre avanti.
3 – Non mi parlare troppo, né troppo velocemente. Le parole non sono “aria” che non pesa come a te: per me possono essere un carico molto pesante. Molte volte non sono il miglior modo di rapportarsi con me.
4 – Come gli altri bambini, gli altri adulti, ho bisogno di condividere il piacere e mi piace fare bene le cose, anche se non sempre ci riesco. Fammi sapere in qualche modo quando le ho fatte bene e aiutami a farle senza errori. Quando faccio troppi errori, mi succede come a te, mi irrito e finisco per rifiutarmi di fare le cose.
5 – Ho bisogno di più ordine di te, di capire in anticipo le cose che mi accadranno. Dobbiamo patteggiare i miei rituali per convivere.
6 – Per me è difficile capire il senso di molte delle cose che mi chiedono di fare. Aiutami tu a capire. Cerca di chiedermi di fare delle cose che abbiano un senso concreto e decifrabile per me. Non permettere che mi annoi o che rimanga inattivo.
7 – Non mi invadere eccessivamente. A volte voi persone “normali” siete troppo imprevedibili, troppo rumorosi, troppo stimolanti. Rispetta le mie distanze, ne ho bisogno, ma non mi lasciare solo.
8 – Quello che faccio non è contro di te; se mi arrabbio, mi faccio del male, distruggo qualcosa o mi muovo in eccesso, è perché è difficile capire o fare quello che stai chiedendo. Già faccio fatica a capire le intenzioni degli altri, quindi non attribuirmi delle cattive intenzioni.
9 – Il mio sviluppo non è assurdo, anche se è difficile da capire. Ha una sua logica. Molti dei comportamenti che voi chiamate alterati sono il mio modo di affrontare il mondo con questa mia speciale maniera di essere e di percepire. Fai uno sforzo per capirmi.
10 – Voi siete troppo complicati. Il mio mondo non è né complesso né chiuso, anche se ciò ti sembra strano. Il mio mondo è talmente aperto, senza veli né bugie, così ingenuamente esposto agli altri, che sembra difficile da capire. Io non abito in una “fortezza vuota” ma in una pianura talmente aperta che può sembrare inaccessibile. Sono molto meno complicato di voi persone “normali”.
11 – Non mi chiedere di fare sempre le stesse cose, non esigere sempre la solita routine. Non diventare autistico per aiutarmi, sono io l’autistico !!
12 – Non sono soltanto un’autistico, ma sono anche un bambino, un adolescente, un adulto. Condivido molte delle cose dei bambini, degli adolescenti e degli adulti che voi chiamate normali. Mi piace giocare, divertirmi, voglio bene ai miei genitori, sono contento se riesco a fare bene le cose. Ci sono molte più cose che ci possono unire che non dividere.
13 – E’ bello vivere con me. Ti posso dare tante soddisfazioni, come le altre persone. Ci può essere il momento in cui io sia la tua migliore compagnia.
14 – Non mi aggredire chimicamente. Se ti hanno detto che devo prendere dei farmaci fammi controllare periodicamente da uno specialista.
15 – Né i miei genitori né io abbiamo colpa di quello che mi succede. Non ce l’hanno nemmeno i professionisti che mi aiutano. Non serve a niente darsi le colpe l’un con l’altro. A volte le mie reazioni e i miei comportamenti possono essere difficili da capire e da affrontare, ma non è colpa di nessuno. L’idea di colpa produce soltanto sofferenza, ma non aiuta.
16 – Non mi chiedere in continuazione di fare cose che io non sono capace di fare, ma chiedimi invece di fare cose che io sono in grado di fare. Aiutami ad essere più autonomo, a capire meglio, a comunicare meglio, ma non mi dare aiuto in eccesso.
17- Non devi cambiare la tua vita completamente perché convivi con una persona autistica. A me non serve che tu ti senta giù, che ti chiuda in te stesso, che ti deprima. Ho bisogno di essere circondato da stabilità e di benessere emozionale per sentirmi meglio.
18- Aiutami con naturalezza, senza che diventi un’ossessione. Per potermi aiutarmi devi avere anche tu dei momenti di riposo, di svago, di cose tue. Avvicinati a me, non te ne andare, ma non ti sentire costretto a reggere un peso insopportabile.
19-Accettami così come sono, non mettere condizioni al tuo accettare che io non sia più autistico, lo son io. Sii ottimista ma senza credere alle favole o ai miracoli. La mia situazione normalmente migliora anche se non si potrà parlare di guarigione.
20 – Anche se per me è difficile comunicare e non posso capire le sfumature sociali, ho dei pregi rispetto a voi che vi considerate “normali”. Per me è difficile comunicare, ma non inganno. Non ho doppie intenzioni né sentimenti pericolosi. La mia vita può essere soddisfacente se semplice ed ordinata, tranquilla, se non mi chiedi in continuazione di fare solo cose che sono difficili per me. Essere autistico è un modo di essere, anche se non è quello normale, la mia vita di autistico può essere così bella e felice come la tua che sei “normale”. Le nostre vite si possono incontrare e possiamo condividere molte esperienze.


*NONSOLOBARONIA*di Marco Camedda
BLOG: la "Nostra Piazzetta 2013

venerdì 21 agosto 2015

Panta rei...


Panta rei...scriveva Eraclito...
Ogni nostro istante non è mai uguale all’altro e noi non siamo mai gli stessi da un istante all’altro, da un tempo all’altro. Tutto cambia dentro e fuori di noi anche se non sempre riusciamo a percepire questo continuo cambiamento...

L' Opera Buona...

Un uomo, sul letto di morte, ascolta nel suo cuore una voce che gli dice che le quattro persone o cose che aveva privilegiato nella sua vita desideravano donargli l’ultimo saluto.
Si avvicinò la “Moglie” che gli disse: “ mi hai molto amato e io ti ho molto amato, abbiamo condiviso gioia e dolore sempre uniti… 
ma da ora in avanti ti lascerò solo, non posso seguirti…

Si avvicinò la “Ricchezza” che gli disse: “ mi hai molto amato e io ti ho donato tutto ciò che desideravi, avrai un funerale “ricco”: i fiori più belli, una bara pregiata, musica ad alto livello…
ma da lì in avanti ti lascerò solo, non posso seguirti…

Si avvicinò la “Fama” che gli disse: “ mi hai molto amato e non ti è mancato il riconoscimento dalla più piccola alla più grande persona che hai avvicinato: al tuo funerale avrai la presenza di tanti personaggi importanti e prestigiosi…
ma da lì in avanti ti lascerò solo, non posso seguirti…

Si avvicinò l’“Opera Buona” che gli disse: “ NON mi hai molto amato nella tua vita ma io sarò l’unica che ti seguirà da ora in avanti con la password che ti aprirà la porta del Paradiso.
Lui sorrise debolmente…e vide una scala che si innalzava verso il cielo luminoso.

venerdì 14 agosto 2015

La mia mamma la diseva

La mia mamma la diseva  (foto della mia mamma) Enrica 

La mia mamma la diseva che dopo la quarantina
gh’è ón dolór noeuv ogni mattina,
ma allora dopo i sessanta
de dolór noeuv ogni mattina ghe n’è quaranta?
Adess me rendi cunt, porca paletta,
che son diventada una carretta!
E pensà che (diseven) s’eri una tosa inscì bella, bonna e brava
e vosavi semper adree a la mia mamma perché
per i dolór la se lamentava.
Adess capissi cossa voeúr dì
e son sicura che la mia mamma in ciel
a l’è adree a rid de mì.
Pazienza, la vita l’è una roeuda che la gira e anca in fretta
e cara grazia che son qui ancamò a lamentamm
de vèss una caretta!
Per fortuna sont ancamò bonna de ragionà,
a part che la memoria la va spess a riposà,
ma quand vedi tutti i brutt ròbb che succeden in del mond…
gent che se mazza, gent in miseria e tanta gent malada
ringrazii tant el Signór de vèss una carretta inscì fortunada.
Giovanna Ghislandi / Milano

La mia mamma diceva che dopo la quarantina
c’è un dolore nuovo ogni mattina,
ma allora dopo i sessanta
di dolori nuovi ogni mattina ce ne sono quaranta?
Adesso mi rendo conto, porca paletta,
che sono diventata una carretta!
E pensare che (dicevano) ero una ragazza così bella, buona e brava
e sgridavo sempre la mia mamma perché
per i dolori si lamentava.
Adesso capisco cosa vuol dire
e sono sicura che la mia mamma in cielo
sta ridendo di me.
Pazienza, la vita è una ruota che gira e anche in fretta
e cara grazia che son qui ancora a lamentarmi
di essere una carretta!
Per fortuna sono ancora in grado di ragionare,
a parte che la memoria va spesso a riposare,
ma quando vedo tutte quelle brutte cose che succedono nel mondo…
gente che si ammazza, gente in miseria e tanta gente ammalata

ringrazio tanto il Signore di essere una carretta così fortunata.

giovedì 13 agosto 2015

Pesare l'essere umano


“L’orefice guardò la vera, la soppesò a lungo sul palmo e mi fissò negli occhi… 
Poi mi disse: “Questa fede non ha peso, pesano solo tutte e due insieme. 
La mia bilancia d’orefice ha questa particolarità che non pesa il metallo in sé, ma tutto l’essere umano e il suo destino…” 
[Karol Wojtyla, La bottega dell’orefice]


«L’orefice guardò la vera, la soppesò a lungo sul palmo e mi fissò negli occhi. E poi decifrò la data scritta dentro la fede. Mi guardò nuovamente negli occhi e la pose sulla bilancia… poi disse: “Questa fede non ha peso, la lancetta sta sempre sullo zero e non posso ricavarne nemmeno un milligrammo d’oro. Suo marito dev’essere vivo – in tal caso nessuna delle due fedi ha peso da sola – pesano solo tutte e due insieme. La mia bilancia d’orefice ha questa particolarità che non pesa il metallo in sé, ma tutto l’essere umano e il suo destino”. L’amore non è un’avventura. Prende sapore da un uomo intero. Ha il suo peso specifico. E’ il peso di tutto il suo destino. Non può durare un solo momento. L’eternità dell’uomo passa attraverso l’amore. Ecco perché si ritrova nella dimensione di Dio – solo Lui è l’Eternità!»
[Karol Wojtyla, La bottega dell’orefice, 1960]

Sempre sognare


Ho fatto tanti sogni che non si sono mai avverati. 
Li ho visti svanire all'alba. 
Ma quel poco che grazie a Dio si è attuato, 
mi fa venire voglia di sognare ancora.
B. Ferrero

Non correre dietro alle farfalle

Il segreto è non correre dietro alle farfalle. 
È curare il giardino perché esse vengano da te. 
(M. Quintana)

Prendi una stella...

Guarda la notte che brilla di stelle, allunga la mano in punta di piedi, 
prendi una stella la più luminosa, quella più bella. 
Nel silenzio ascolta la sua voce e ti dirà: 
“Non io sono la luce ma tu, io posso solo brillare ma tu puoi amare.
Non le stelle ma tu puoi illuminare il mondo".